lunedì 5 maggio 2014

Napoleone Bonaparte, il 5 Maggio




Ei fu. Siccome immobile, 
dato il mortal sospiro, 
stette la spoglia immemore 
orba di tanto spiro, 
così percossa, attonita 
la terra al nunzio sta, 
muta pensando all'ultima 
ora dell'uom fatale; 
né sa quando una simile 
orma di pie' mortale 
la sua cruenta polvere 
a calpestar verrà. 










Lui folgorante in solio 
vide il mio genio e tacque; 
quando, con vece assidua, 
cadde, risorse e giacque, 
di mille voci al sònito 
mista la sua non ha: 
vergin di servo encomio 
e di codardo oltraggio, 
sorge or commosso al sùbito 
sparir di tanto raggio; 
e scioglie all'urna un cantico 
che forse non morrà. 
Dall'Alpi alle Piramidi, 
dal Manzanarre al Reno, 
di quel securo il fulmine 
tenea dietro al baleno; 
scoppiò da Scilla al Tanai, 
dall'uno all'altro mar. 
Fu vera gloria? Ai posteri 
l'ardua sentenza: nui 
chiniam la fronte al Massimo 
Fattor, che volle in lui 
del creator suo spirito 
più vasta orma stampar. 
La procellosa e trepida 
gioia d'un gran disegno, 
l'ansia d'un cor che indocile 
serve, pensando al regno; 
e il giunge, e tiene un premio 
ch'era follia sperar; 
tutto ei provò: la gloria 
maggior dopo il periglio, 
la fuga e la vittoria, 
la reggia e il tristo esiglio; 
due volte nella polvere, 
due volte sull'altar. 
Ei si nomò: due secoli, 
l'un contro l'altro armato, 
sommessi a lui si volsero, 
come aspettando il fato; 
ei fe' silenzio, ed arbitro 
s'assise in mezzo a lor. 
E sparve, e i dì nell'ozio 
chiuse in sì breve sponda, 
segno d'immensa invidia 
e di pietà profonda, 
d'inestinguibil odio 
e d'indomato amor. 
Come sul capo al naufrago 
l'onda s'avvolve e pesa, 
l'onda su cui del misero, 
alta pur dianzi e tesa, 
scorrea la vista a scernere 
prode remote invan; 
tal su quell'alma il cumulo 
delle memorie scese. 
Oh quante volte ai posteri 
narrar se stesso imprese, 
e sull'eterne pagine 
cadde la stanca man! 
Oh quante volte, al tacito 
morir d'un giorno inerte, 
chinati i rai fulminei, 
le braccia al sen conserte, 
stette, e dei dì che furono 
l'assalse il sovvenir! 
E ripensò le mobili 
tende, e i percossi valli, 
e il lampo de' manipoli, 
e l'onda dei cavalli, 
e il concitato imperio 
e il celere ubbidir. 
Ahi! forse a tanto strazio 
cadde lo spirto anelo, 
e disperò; ma valida 
venne una man dal cielo, 
e in più spirabil aere 
pietosa il trasportò; 
e l'avvïò, pei floridi 
sentier della speranza, 
ai campi eterni, al premio 
che i desideri avanza, 
dov'è silenzio e tenebre 
la gloria che passò. 
Bella Immortal! benefica 
Fede ai trïonfi avvezza! 
Scrivi ancor questo, allegrati; 
ché più superba altezza 
al disonor del Gòlgota 
giammai non si chinò. 
Tu dalle stanche ceneri 
sperdi ogni ria parola: 
il Dio che atterra e suscita, 
che affanna e che consola, 
sulla deserta coltrice 
accanto a lui posò. 



{Alessandro Manzoni, Il cinque maggio)


Ma chi era Napoleone Bonaparte? Era un borghese - di famiglia quasi aristocratica - era un generale giacobino che, dopo aver preso in mano il potere, si rivela essere contro il suo stesso partito e i suoi stessi ideali di libertà. E' comunque un grande generale, virtuoso, talentuoso, ricco e intelligente, ma soprattutto conquistatore e rivoluzionario; per questi motivi, chi si riconosceva in uno di questi "aggettivi", si riteneva un "Napoleone" del suo campo, quindi aveva sogni grandi tanto quelli del suo mito, che in breve divenne il mito di molti francesi e non.


Per i francesi è stato il sovrano più fortunato, aiutato non solo dalle condizioni favorevoli, ma soprattutto dal suo pragmatismo e dal suo potere autoritario : molte idee erano già state anticipate dalla Rivoluzione e dal Direttorio, ma lui ebbe la capacità e il merito (oltre che la fortuna) di metterle in pratica. Appartengono totalmente a lui il "Codice", l'organizzazione dell'esercito, i servizi di stato e il diritto all'istruzione (così come il famoso editto di Saint Cloud -1804 -, rimasto alla storia per aver dato "ad ogni uomo una tomba, e per tutti uguali, fuori dalle mura cittadine").


Napoleone portò a tutti grande stabilità e prosperità (tranne ai caduti in battaglia e alle loro famiglie), nonostante non abbia aiutato una piccola massa di lavoratori salariati. Il bonapartismo fu l'ideologia dei francesi apolitici fino al 1870.
Napoleone però era andato contro le sue stesse idee (e soprattutto contro quelle della Rivoluzione) di libertà, uguaglianza e fratellanza, riportando la monarchia, l'"imperialismo", le guerre, le conquiste, e quindi la violenza e l'oppressione sugli altri, soprattutto sul popolo : ma questo suscitò in seguito le rivoluzioni (non solo francesi) del 1800, poiché spinse il popolo a ribellarsi dalle oppressioni, dalle diversità e dalle sottomissioni e dipendenze ai sovrani.


E voi, cosa ne pensate di Napoleone Bonaparte? Chi è per voi Napoleone Bonaparte e cosa ha rappresentato? In ogni caso, ci rimangono molte cose di lui e su di lui, tra cui la splendida ode di Manzoni che possiamo sempre gustarci, soprattutto oggi, in questa giornata in cui commemoriamo la morte di un uomo che ha fatto la storia.



















domenica 4 maggio 2014

"L'importante è credere ai propri sogni"

E il secondo post è un articolo che appartiene ad una mia amica, Sofia Barbera che frequenta il secondo anno di scuola nel mio stesso istituto, il "Liceo Scientifico e Linguistico Leonardo" di Giarre : in questo testo, si parla di sogni, di cambiamenti, di problemi della società (soprattutto italiana) e di formazione dell'individuo, riprendendo un incontro-dibattito tenutosi a scuola con la scrittrice e giornalista italiana Viviana Mazza, famosa soprattutto per il libro "Storia di Malala".


“L’importante è credere ai propri sogni” 





Il “cambiamento” è forse l’unica soluzione ai molteplici problemi dell’umanità? Ma è davvero possibile invertire la rotta? Mentre nel mondo divampano odio, rancore e vendetta, mentre in Oriente si combatte per l’indipendenza e la libertà e mentre in Ucraina non si dormono più sonni tranquilli, in Italia le forze dei “poveri” politici sono assorbite dalle “massacranti” lotte per mantenere i loro “più che meritati” diritti : l’auto blu, i viaggi gratuiti, gli “umilissimi” stipendi...immaginate che fatica fanno! Non possono “giustamente” anche occuparsi del paese! Dunque la folla italiana, abbandonata al proprio destino, ha deciso di adottare e rispettare con impegno la “legge del più forte”, la quale prevede che i poveracci come noi sopportino ogni sopruso. Per fortuna o per disgrazia - dipende dal punto di vista - non possiamo fare di tutta l’erba un fascio; ma sapevate che in Italia esistono ancora dei sognatori? Delle persone che credono alle parole di Coelho riguardo l’universo e i sogni? ebbene sì! Esistono persone che hanno voglia di “cambiare le cose” e di “invertire la rotta”, ma come? Al Liceo Leonardo, e in molte scuole d’Italia si è deciso di abbracciare il motto  “la cultura crea indipendenza”, nello specifico attraverso la lettura dei libri e attraverso il dibattito : l’obbiettivo degli insegnanti è quello di forgiare un perfetto cittadino consapevole del proprio valore e dei propri diritti, che possa un giorno dare una scossa alla società. 





Per rendere il programma più intensivo, più interessante e più efficace, si effettuano durante l’anno scolastico degli incontri con alcuni autori italiani di libri già letti da noi studenti. Questo 28 aprile abbiamo avuto l’onore di incontrare e conoscere Viviana Mazza, giornalista del “Corriere della Sera” e scrittrice dell’ormai famoso libro “Storia di Malala”. Nessuno si aspettava di incontrare una ragazza così giovane e affabile; molto timidamente si è seduta sul palchetto, ritrovandosi di fronte a circa 200 studenti felici di saltare qualche ora di lezione. La sua paura nei nostri confronti era percettibile, infatti aveva stampato in viso quel sorrisino nervoso che ha tenuto fino alla fine dell’incontro : si notava che non era abituata ad interloquire con dei ragazzi; eppure non so se questo possa essere stato un punto debole dell’incontro, poiché attraverso la suo discreto timore abbiamo avuto modo di conoscere quel suo lato umano, semplice e spontaneo. Viviana Mazza è una di quelle sognatrici la quale si è fatta da sé , ha studiato e sudato, e con quel pizzico di fortuna è diventata una testimone del micro cambiamento che è in corso. Ci ha parlato delle sue esperienze, della sua famiglia e della nonna, e ci ha dato prova che forse l’universo veramente cospira affinché i propri sogni si avverino; ci ha confessato dell’enorme sgomento che ha provato quando l’hanno contattata dalla “Mondadori” per il libro, ci ha messo al corrente che per scrivere “Storia di Malala” in maniera più interessante, per avvicinarsi più alla nostra generazione, a ciò che a noi piace, ha letto tutti i libri della saga “Hunger Games”; ha risposto serenamente e con molta trasparenza alle nostre domande riguardanti la biografia romanzata sull’eroina pakistana, descrivendoci l’incontro con Malala. Ma  il messaggio più significativo che mi è rimasto è quello della speranza, della speranza necessaria per realizzare i propri progetti : potrei sembrare ripetitiva ma io credo fermamente che “Tutto l’universo cospira affinché chi lo desideri con tutto sé stesso riesca a realizzare i propri sogni”. L’esito dell’incontro è stato più che positivo, è stata un’ondata di ottimismo e di fiducia nel futuro, è stato un incontro utile poiché ci ha permesso di avvicinarci a realtà a noi lontane come quella del Pakistan e i dibattiti sull’importanza dell’istruzione sono stati più che efficaci, motivanti, e forse saranno il carburante che ci farà studiare più volentieri almeno per due settimane; il prospetto degli insegnanti italiani sarà davvero portatore di cambiamento? Riusciranno attraverso la lettura a renderci un domani indipendenti? Solo il tempo risponderà ai nostri interrogativi, intanto non ci rimane che costruire, con fatica, mattone dopo mattone, il nostro avvenire, resistendo alla marcia società che ci circonda.


Di Sofia Barbera

"..che move il sole e l'altre stelle"



Vorrei iniziare questo percorso di ricerca (spero comune e condivisa) con uno dei temi a me più cari : l'amore. Voglio dunque presentarvi il mio ultimo saggio breve su quest'argomento, che argomenta su "L'amore visto attraverso gli occhi di un ragazzo che vive la realtà del 2014", analizzando potrei dire attentamente cause e conseguenze di come l'amore è ed è visto oggi, soprattutto dalla parte dei giovani che vivono la nostra realtà.




L’amore, a mio parere, è indescrivibile dall’uomo. L’amore ha tante facce quante quelle degli uomini sulla terra. L’amore è diverso per ognuno di noi, ma se vogliamo dare un significato generico e condiviso da tutti, nella nostra cultura, in linea di massima è questo : un sentimento, una forza, o semplicemente un qualcosa che accomuna e unisce le creature viventi, nel bene o nel male, nel bello e nel brutto.


L’amore oggi


Ma purtroppo al giorno d’oggi la parola “amore” è troppo usata e, aggiungo, nella maggior parte dei casi è usata in modo sbagliato, perché le viene dato un peso che non è il suo. Quante volte sentiamo storie di uomini che amano donne e poi le uccidono o le violentano? Quante volte, anche nella realtà più vicina vediamo persone che prima si “amano” e poi non si salutano più? Quante volte vediamo padroni che amano i loro cani e poi li abbandonano per strada? E’ questo ciò che chiamiamo amore? Sicuramente no, e, per un ragazzo che vive oggi, è sempre più complesso riuscire a comprendere il vero significato di questa parola.






L’amore secondo i giovani


Per un giovane d’oggi cos’è l’amore? Spesso e volentieri, è l’innamoramento fugace, l’avere un partner, una persona con cui trascorrere momenti piacevoli delle proprie giornate, il possedere in tutti i sensi questa persona (spesso anche comandare) e l’avere interessi propri e personali nella relazione, soprattutto ‘carnali’.


Platone scrive di quest’ultimo nel Simposio : “questo tipo d'Amore vien prediletto dai mediocri che non fan differenza a giacersi con donne o giovincelli di cui amano, oltretutto, più il corpo che l'animo, anzi preferiscono gli esseri sciocchi, tutti presi come sono dall'atto carnale, senza un briciolo di buon gusto, e accade così che finiscono per comportarsi come capita, bene o male che sia”); è l’amore più basso, la parte più corruttibile (e purtroppo la più comune oggi) di ciò che dovrebbe invece essere il sentimento e la forza che eleva l’uomo al bene, alla felicità, alla pace.



Cause


Perché si è arrivati a questo punto? Nonostante anche ai tempi di Platone quest’amore fosse abbastanza diffuso, l’influenza negativa è stata causata per la maggior parte dalla televisione e dai mass media, che spesso ci mostrano proprio quello che in amore non dovrebbe esserci : l’innamoramento della corporeità, la ‘bellezza’, le liti e le separazioni di coppie note (gossip), le pubblicità oscene e volgari e tutto ciò che si dice e si fa vedere sull’amore. Agli occhi di una persona piuttosto ignorante, che segue la massa o ciò che i mass-media mostrano, queste sono potenziali ‘dritte’ e regole di come dovrebbe essere l’amore e principale punto di ispirazione per il suo amore.



Conseguenze 


L’amore per questi motivi ha perso molto valore, e con esso tutto ciò che accompagna l’amore (non solo tra una coppia, ma relazione tra tutti gli esseri umani), in particolare : fiducia, libertà e rispetto. Con la perdita di valore (e di frequenza) di questi tre importanti pilastri della morale dell’uomo, si sta per raggiungere il degrado più assoluto e si continua a dare una spinta verso il basso a questa decadenza che ogni giorno ci consuma e ci sconforta. Ma la speranza non è perduta, infatti Jovanotti, in un suo pezzo, Fango, dice : “un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi”.




Perché l’amore, alla fine, è la vita, è ciò “che move il sole e l'altre stelle” (Dante, Paradiso XXXIII,145). Una vita senza amore non è degna di essere vissuta, perché senza amore, che è il bene, il rispetto, la pace, ma anche il sentimento, l’essere felici e lo stare bene con sé stessi e con gli altri, il nostro mondo non può andare avanti.


Roberto Testa